Finalità e missione

L’iniziativa è nata per cercare di corrispondere all’invito del Santo Padre Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium vitae, quando ha parlato dell’urgenza di una grande strategia in favore della vita umana, di una grande svolta culturale, che promuova una “cultura della vita”. Di fronte alle enormi possibilità positive della scienza in favore della vita, ma anche alle inedite minacce, si tratta di “permeare tutte le culture e animarle dall’interno”, anche le culture mediche, giuridiche, filosofiche, pedagogiche perchè esprimano l’intera verità sull’uomo e sulla sua vita.

Il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia e la Sezione di Bioetica e Medical Humanties del Dipartimento di Sicurezza e Bioetica dell'Università Cattolica non potevano non accogliere questo invito pressante del Papa, al loro livello, che è quello di una formazione accademica rigorosa e interdisciplinare, inserendo problematiche scottanti dell’attualità nel quadro di fondamentali riferimenti antropologici, etici e giuridici. Non bastano infatti piccole risposte isolate e soluzioni parziali dei singoli casi. Occorre mantenere lo sguardo aperto sulla verità completa dell’uomo, che ci è rivelata in Cristo.

E qui sta anche la novità interessante del Master in Bioetica e Formazione e la fecondità della collaborazione tra le nostre due istituzioni. L’esperienza pluridecennale, ricchissima e pionieristica in Italia dell'Università Cattolica, a contatto con le questioni più scottanti della medicina e nel dialogo internazionale, si incontra con l’apporto dell'Istituto per la Famiglia, impegnato in una fondazione rigorosa a livello antropologico della verità sull’uomo e sulla donna, sull’amore, sul matrimonio e la famiglia, nella luce della Rivelazione cristiana e con l’aiuto delle varie scienze umane. Le questioni riguardanti la vita umana, dal suo concepimento alla morte naturale, dalla malattia alla sua guarigione hanno così la loro “cornice” di senso all’interno della famiglia.

Il Master si propone il raggiungimento di due obiettivi:
1) offrire una formazione accademica rigorosa e interdisciplinare sulle questioni riguardanti gli interventi sulla vita umana nell’età della tecnica, inserendole nel quadro di fondamentali riferimenti antropologici, teologico-morali e giuridici e cogliendole, in particolare, nella prospettiva della centralità della famiglia;
2) fornire gli strumenti adeguati per collocare le questioni bioetiche nei vari contesti formativi (mirando alla formazione dei formatori) e consultivi (comitati etici, consulenze etiche).



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Immagine in alto: Marko Ivan Rupnik, Il Buon Samaritano, Cattedrale dell’Almudena, Madrid.
"La tradizione medica cristiana si è sempre ispirata alla parabola del Buon Samaritano. È un identificarsi con l'amore del Figlio di Dio, che "passò beneficando e risanando tutti gli oppressi" (cfr. At 10, 38). Quanto bene fa all'esercizio della medicina pensare e sentire che la persona malata è il nostro prossimo, che è della nostra stessa carne e del nostro stesso sangue, e che nel suo corpo lacerato si riflette il mistero della carne di Cristo stesso!"
(Papa Francesco, Discorso ai Dirigenti degli Ordini dei Medici di Spagna e America Latina, 9 giugno 2016).